01.08 Festival di Bellagio

 
Eventi
VARENNA
MERCOLEDI' 1° AGOSTO, h21

Descrizione

Il Festival di Bellagio e del lago di Como sale sui monti: fra Prealpi e dorsale comasca concerti d’alta quota vista Grigne e Tivano

Entra nel vivo la collaborazione con le rassegne di Varenna, Erba e Abbadia: concerti anche a Zelbio e al museo del ciclismo. Ferragosto ai pian dei Resinelli

Bellagio, 27 luglio 2018 – Sui monti, a picco sulle valli, o al fresco dei boschi. Il festival di Bellagio e del lago di Como sale in montagna, supera e carezza quota mille metri e porta la musica delle sue due grandi orchestre, ma anche l’emozione del teatro e del cinema ai piedi delle Prealpi e della dorsale comasca. Fino a Ferragosto, come in una sorta di “suoni delle Grigne”, ecco una serie di concerti del festival pensata dalla direzione artistica per toccare alcuni dei borghi più suggestivi e più “alti” del Lario, “a sottolineare – spiega Rossella Spinosa, direttore artistico della manifestazione – il forte rapporto con il territorio e il profondo impegno del festival nella valorizzazione di luoghi e circuiti culturali fuori dai percorsi turistici più scontati”.

LASSU’ SUI MONTI
Gli eventi, come sempre completamente gratuiti, si inseriscono nel calendario di alcune rassegne parallele che costituiscono la longa manus del Festival, che dal suo quartier generale di Bellagio arriva a toccare oltre 20 paesi e tutte le sponde del Lario, per una bella stagione di concerti che prosegue fino a settembre. Così le rassegne di “Varenna, musica e teatro”, “Estate Erbese”, “Rezzago, il borgo della Valassina” e “Musica dall’Adda al Lario” costituiscono la nervatura capillare che porta la musica di Bellagio su fino a Rezzago, Pian dei Resinelli, ma anche Zelbio, Perledo, Magreglio ed Erba.

MERCOLEDI’ 1° AGOSTO, VARENNA h21
Nel verde della località Pino, ancora in collaborazione con la rassegna “Varenna, musica e teatro”, tappa di teatro sperimentale con lo spettacolo Farsi silenzio di e con Marco Cacciola e Tindaro Granata a curare la drammaturgia: gli spettatori si accomoderanno nel prato e indosseranno cuffie per meglio “dialogare” e connettersi con l’attore in scena, isolandosi dall’ambiente circostante e gustandosi così il silenzio anche con gli occhi perché, come recita la piece: “Dio o la Natura, a seconda di ciò in cui si crede, ci hanno dato una bocca e due orecchie: evidentemente perché ascoltassimo il doppio e parlassimo la metà”.