15.08 Festival di Bellagio

 
Eventi
PIAN DEI RESINELLI
MERCOLEDI' 15 AGOSTO, h 21

Descrizione

Il Festival di Bellagio e del lago di Como sale sui monti: fra Prealpi e dorsale comasca concerti d’alta quota vista Grigne e Tivano

Entra nel vivo la collaborazione con le rassegne di Varenna, Erba e Abbadia: concerti anche a Zelbio e al museo del ciclismo. Ferragosto ai pian dei Resinelli

Bellagio, 27 luglio 2018 – Sui monti, a picco sulle valli, o al fresco dei boschi. Il festival di Bellagio e del lago di Como sale in montagna, supera e carezza quota mille metri e porta la musica delle sue due grandi orchestre, ma anche l’emozione del teatro e del cinema ai piedi delle Prealpi e della dorsale comasca. Fino a Ferragosto, come in una sorta di “suoni delle Grigne”, ecco una serie di concerti del festival pensata dalla direzione artistica per toccare alcuni dei borghi più suggestivi e più “alti” del Lario, “a sottolineare – spiega Rossella Spinosa, direttore artistico della manifestazione – il forte rapporto con il territorio e il profondo impegno del festival nella valorizzazione di luoghi e circuiti culturali fuori dai percorsi turistici più scontati”.

LASSU’ SUI MONTI
Gli eventi, come sempre completamente gratuiti, si inseriscono nel calendario di alcune rassegne parallele che costituiscono la longa manus del Festival, che dal suo quartier generale di Bellagio arriva a toccare oltre 20 paesi e tutte le sponde del Lario, per una bella stagione di concerti che prosegue fino a settembre. Così le rassegne di “Varenna, musica e teatro”, “Estate Erbese”, “Rezzago, il borgo della Valassina” e “Musica dall’Adda al Lario” costituiscono la nervatura capillare che porta la musica di Bellagio su fino a Rezzago, Pian dei Resinelli, ma anche Zelbio, Perledo, Magreglio ed Erba.

MERCOLEDI’ 15 AGOSTO, PIAN DEI RESINELLI h 21
Ferragosto ai piedi della Grignetta con un’intera orchestra, l’”Estudiantina vogherese” che, compiuti 101 anni di attività, arriva dall’Oltrepò, per portare ai piedi delle Prealpi più famose di Lombardia il ritmo dei mandolini e la chitarra di Federico Lisandria che spaziano dal repertorio classico, a quello lirico, a quello etnico. Accanto a pezzi strumentali di grande impatto come l’Intermezzo di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni o il Preludio all’atto primo di La Traviata di Giuseppe Verdi, ecco le più celebri arie da Don Giovanni di Wolfang Amadeus Mozart e Gianni Schicchi. Ed ancora il grande “pop” made in Napoli con canzoni, fra le altre, come O surdato nnamurato, I te vurria e Torna a surriento, accompagnati dal baritono Marco Raimondi e dal soprano Elisabeth Nosotti.